La settimana appena trascorsa è stata per la città di Potenza sicuramente una delle più amare della sua storia bicentenaria da capoluogo di regione. Mercoledì 17, nel cuore della città, esattamente nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità in via Pretoria, hanno ritrovato del in maniera del tutto casuale il corpo di Elisa Claps, una delle persone, suo malgrado, più note di Potenza. Scomparsa il 12 settembre 1993 - si diceva - nel nulla, ora è riapparsa in chiesa. Non era celata in misteriosi anfratti o doppie pareti. Era semplicemente riversa al suolo nel buio di un sottotetto e per 17 anni pochi metri più giù i preti celebravano ai fedeli le loro religiose funzioni, dai battesimi ai funerali con un corpo senza vita e senza giustizia che pesava, pesa e peserà come un macigno su tutta la società civile potentina. Quella chiesa che per tutti questi anni è stata indegna bara di Elisa, non dovrebbe esser mai più usata per ciò che concerne funzioni religiose, bisognerebbe farne un contenitore di vita: l'unico modo, forse, per tirar fuori da una tragedia qualcosa che possa minimamente lenire cotanto peccato d'omertà. Chi è stato e chi sapeva - sì, perché qualcuno doveva sapere - speriamo vengano adesso alla luce in fretta, dopo questi lunghissimi 17 anni. Ora ci sarà la consueta ridda di ipotesi, ma si spera in un lavoro eccellente dell'equipe di medici baresi che dovrà tentare il difficile lavoro dell'autopsia sul corpo della povera Elisa Claps. Da questo lavoro finalmente dovrebbe emergare una verità definitiva.
Un fatto di cronaca cosi grave merita l'attenzione anche di chi solitamente si occupa di sport. L'altra amara vicenda della settimana, niente ovviamente al confronto della precedente, è invece sportiva. Venerdi 19 a Roma si è tenuta la seconda udienza del processo contro il Potenza calcio e la sentenza è stata tremenda. Il Potenza è stato escluso già venerdi sera dal campionato, mentre la Salernitana è stata penalizzata di soli 6 punti, sentenza clamorosa e scandalosa alla luce delle carte prodotte dall'accusa di Palazzi che appena l'8 febbraio scorso era stato costretto a portare la dichiarazione resa da tale Evangelisti Luca implicato nella compravendita della maledetta partita Potenza-Salernitana dell'aprile 2008. Ma in quella dichiarazione non ci sembrerebbero essere elementi tali da giustificare una pena cosi grande e mai inflitta prima d'ora, anche in casi di compravendita provata (si veda Genoa, o Venezia e altri casi simili dove si è giunti ad una retrocessione non ad una cancellazione a campionato in corso), falsando cosi le restanti sette giornate del girone B della priva divisione. Molto probabilmente il Potenza viene giustamente accostato a doppia mandata ai reati di cui viene accusato Postiglione, ben più gravi di illeciti sportivi se confermati nel processo che egli stesso dovrà affrontare il 12 aprile.
Intanto in città il silenzio delle istituzioni è stato imbarazzante, non un comunicato da parte del sindaco o del presidente della Provincia almeno per avere spiegazioni più precise e dettagliate sulle sorti della squadra della città capoluogo di regione iscritta al terzo campionato italiano, non in terza categoria con tutto il rispetto che dobbiamo ai campionati minori. Qualcosa non torna, se in estate alla presentazione della squadra alle spalle della curva ovest insieme a Postiglione vi erano Comune e Provincia degnamente rappresentanti. Non si capisce perché a tre giorni dalla notizia non ci sia ancora una sola riga ufficiale da parte loro, è un tradimento che non si può accettare supinamente, e la manifestazione spontanea e non autorizzata partita ieri alle 15 dal Viviani e giunta fino in Piazza del Sedile, con almeno duecento tifosi, è la prima e per ora unica iniziativa a sostegno del calcio a Potenza. L'iniziativa nasce da coloro i quali, come chi scrive, non possono stare senza il Potenza. Mercoledì 24 marzo alle 18, sempre con partenza dal Viviani, è prevista una manifestazione che conduca ancora una volta al palazzo di città dove si spera di poter incontrare l'assessore allo sport o il sindaco della città.
Mimmo Nardozza
foto: lo striscione degli Ultras all'ingresso di Palazzo di Città
Potenza nera
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- Written by: Mimmo Nardozza
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La città affronta la pagina più triste della sua storia civile e sportiva