Al Viviani finisce senza reti tra Potenza e Taranto, con qualche rammarico per i rossoblu di casa. Ma l'attenzione è puntata ancora ai risvolti extracalcistici, con la presenza dell'avvocato Chiacchio in sala stampa

Anche la campagna, avviata dalla società del Potenza, di ridurre il costo del biglietto non porta il pubblico al Viviani; la giornata non bella e soprattutto le concomitanti dirette del calcio di serie A sono sempre deterrenti negativi per i botteghini di tutte le squadre di calcio che non hanno la fortuna di disputare almeno il torneo di serie B. Al Viviani è arrivato il Taranto, squadra costruita col chiaro intento di raggiungere la zona playoff, ma alla fine lo zero a zero va più stretto ai rossoblu lucani che a quelli pugliesi. Mister Capuano è ancora squalificato e dirige le operazioni dalla gabbia costruita per i tifosi ospiti, anche oggi assenti dal Viviani. Il Potenza è schierato con Della Corte tra i pali, la difesa è affidata agli esperti Langella e Chiavaro insieme a Barbato, centrocampo foltissimo con De Simone, Profeta ed Evangelisti davanti la difesa, Berardi ed Iraci esterni e Catania a supporto dell'isolato ma anche evanescente Prisco costretto sempre spalle alla porta. Il primo tempo definirlo brutto ed arido di azioni degne di nota pare quasi un eufemismo, i portieri non sono mai impegnati, si annota una leggera supremazia a centrocampo da parte dei tarantini ma pochissima roba, anzi sul finale di tempo il Potenza sistematosi meglio appare pure migliore del Taranto, ma resta uno dei peggiori primi tempi visti quest'anno. La ripresa vede il rientro di Lucenti dopo tre mesi d'assenza che subentra all'under Profeta, tra i peggiori nel primo tempo; con lui dentro anche Murati al posto di Prisco. Il Potenza appare subito migliore in fase offensiva e Bremec, al terzo minuto, è chiamato al miracolo da un incursione di Catania, imbeccato da Murati. Lo stesso Murati, pochi minuti dopo, fallisce una clamorosa occasione cogliendo in pieno il palo col portiere in uscita e battuto. A metà ripresa appare netto un rigore per fallo di mano di Migliaccio, ma arbitro e guardalinee guardano forse l'imponente mole del tribunale che sovrasta il Viviani. Poi la sfortuna ha fatto sì che Langella si procuri un taglio allo zigomo e quindi il tenace Capuano non possa giocare la carta della seconda punta Magliocco, costretto al cambio forzato del difensore con il centrale Taccola. Sempre Catania di testa trova la deviazione maligna, ma Giorgino appostato sulla linea mette in angolo di testa (anche il sacrosanto corner non viene assegnato).
Il Potenza però alla distanza cala come lo stesso Taranto e la partita non vive più alcun sussulto, dopo l'incocciata del sempre bravo Catania. Peccato perchè ai punti, visto il bel secondo tempo il Potenza la vittoria l'avrebbe meritata eccome ed invece altra partita casalinga senza vittoria per l'undici di mister Capuano. Oltre all'amarezza della mancata vittoria, la conferenza stampa si è apre con un insolito e preoccupante ospite in casa Potenza: l'avvocato Chiacchio, colui che sta ormai da due anni difendendo il Potenza da tutto il fango che è riuscito a buttargli addosso il presidente Giuseppe Postiglione, che intanto ha usufruito dopo quasi 4 mesi di detenzione degli arresti domiciliari. Venerdi 19 a Roma ci sarà la seconda udienza del processo contro il Potenza e la Salernitana per illecito sportivo. L'avvocato non pare propriamente sereno, da quello che dice si aspettava inanzitutto una data più lontana per il secondo dibattimento, ma probabilmente la data del 12 aprile, giorno in cui ci sarà il processo ordinario a carico di Postiglione e soci, ha accelerato bruscamente anche i tempi della giustizia sportiva che ha potuto acquisire gli atti della procura potentina. L'avvocato aggiunge che se la richiesta di revocazione del processo è accolta, sarà perché delle cose dalla procura potentina, da ritenersi fatti nuovi, sono emerse e il Potenza potrebbe subire conseguenze già a stagione in corso. La cosa non lascia tranquillo l'ambiente. I tifosi del Potenza possono solo incrociare le dita ed aspettare gli eventi e non è la partita contro il Foggia allo Zaccheria domenica prossima che terrà banco in questa settimana. Povero Potenza, vittima di chi borioso e poco attento ha giocato probabilmente con il fuoco. Se ci hanno davvero giocato, si scottino soltanto loro e non il Potenza, quindi Potenza tutta.

Mimmo Nardozza
foto: salvataggio sulla linea di porta tarantina

Tabellini
POTENZA: Della Corte, Iraci, Langella (63' Taccola), De Simone, Barbato, Chiavaro, Berardi, Profeta (46' Lucenti), Prisco (46' Murati), Catania, Evangelisti. All. Catalano. A disp. Di Matteo, Porcaro, Magliocco, Giannusa.
TARANTO: Bremec, Calori, Bolzan, Coppola, Migliaccio, Prosperi, Cuneaz, Quadri (61' Giorgino), Corona (61' Ferraro), Rajcic, Croveto (74' Russo). All. Dellisanti. A disp. Barasso, Panarelli, Taulo, Scarpa.
Arbitro: Di Francesco di Teramo (Orlandi, Bruni)
Note: spettatori 2000 circa, trasferta vietata ai tifosi tarantini

Cronaca
Al 2' Iraci supera l'avversario sulla destra e dal fondo mette un bel pallone al centro la difesa ionica spazza.
Al 3' Quadri imbecca Croveto che dal limite dell'area sulla corsia di sinistra calcia a volo e la palla acquista una traettoria velenosa che per poco non inganna Della Corte, il primo tempo per i taccuini finisce qui.
Al 48' Murati difende ben palla al limite e serve Catania che dribla Migliaccio e calcia a botta sicura, ma Bremec con la mano di richiamo miracolosamente mette in angolo.
Al 54' Berardi in orizzontale lancia Murati che sul filo del fuorigioco brucia la retroguardia tarantina e si presenta tutto solo davanti a Bremec in uscita disperata, il tiro supera il portiere ma il palo strozza in gola l'urlo del Viviani, clamoroso l'errore di Murati.
Al 63' la rottura dello zigomo a Langella vede sfumare l'ingresso di Magliocco già pronto a bordo campo il Potenza rimane ad una punta rovinando i piani dell'agitatissimo Capuano.
Al 75' l'unica parata di Della Corte su tiro di Ferraro riamsto solo dopo un rimpallo fortuito.
Al 78' giallo in area pugliese; il cross di Evangelisti per Catania finisce sul braccio di Migliaccio per nulla nei pressi del corpo ma nonostante la vicinanza di arbitro e guardalinee il fallo non viene sanzionato.
All'83 su calcio d'angolo battuto da Iraci ancora Catania di testa trova la palla che è destinata in fondo al sacco ma Giorgino appostato sulla linea di porta devia in angolo, l'arbitro scambia il giocatore per il palo ed assegna il fondo.