Infiniti gli errori di società, tecnico, giocatori. Ma finisca la violenza, si compatti il popolo rossoblu: la curva deve essere il dodicesimo giocatore per mantere accesa la speranza

Una cosa nel corso di questo campionato aveva contraddistinto le sconfitte del Potenza, tante, troppe fuori casa, ossia perdere sempre con un gol di scarto a dimostrazione almeno della concentrazione sempre alta ed anche di una buona difesa. Domenica, al Curi di Perugia, il Potenza di Arleo e Postiglione ha perso 4 a 0. Risultato che non ammette giustificazioni tipo quelle accampate da Arleo subito dopo la partita, indicando la tenuta psicologica dei suoi ragazzi come la maggior causa della debacle clamorosa in terra umbra. E' il caso di finirla con le attenuanti che dopo ogni sconfitta vengono fuori, solo e sempre parole a giustificare invece dei fatti che sono sotto gli occhi di tutti: un intero campionato in fondo alla classifica con all'attivo appena 13 gol in 23 partite, poco più di mezzo gol a partita; il gioco sul campo mai visto; formazioni diverse ogni domenica; uomini che si avvicendano in ruoli non sempre propri; il mister è un mister a termine e senza stipendio, almeno così disse quando arrivo sulla panca al posto di Gautieri, altro pessimo artefice di questa stagione. Questo solo per parlare della parte tecnica di una compagine che, ad inizio stagione, in società avevano indicato come più forte dell'anno scorso, dichiarazione alquanto improbabile riletta oggi... Tra l'altro si comincia a parlare di stipendi arretrati per i giocatori, che spesso sono additati come mercenari al soldo di ognuno; ma al momento, per fortuna, sono soltanto voci.
Domenica tre dei quattro gol del Perugia sono stati autoreti, certo casualità ma la gestione societaria dovrebbe rendersi conto se davvero sta operando cosi bene come dice. Postiglione parla della sua società come della più sana di tutta la serie C, anche se le voci sono altre. L'aver diviso lo spogliatoio in A, B, ed adirittura C non ha giovato a nessuno, è del tutto evidente. Arleo a nostro giudizio spesso è esautorato dal vero comando del gruppo grazie alle sortite della proprietà, questa maledetta proprietà sempre sventolata ai microfoni della stampa locale come un vanto ma anche come un sacrificio enorme. Siamo sicuri che vada davvero tutto bene umanamente e soprattutto economicamente, la cosa principale in questo squallido panorama calcistico italiano ?
Le situazioni palesano altro. Anche gli allenamenti non sono sereni, l'armonia in questo gruppo non esiste, il gioco in campo ne risente, nello spogliatoio ci saranno ormai faide e non gruppo viste le divisioni a mo' di leggi razziali imposte dalla dirigenza. Un quadro davvero poco rassicurante per il futuro, non solo quello di questo campionato. Le infinite rescissioni contrattuali avvenute fin qui sono la testimonianza di errori madornali fatti nel corso delle campagne acquisti e sono state certo anche l'inizio delle tante dispute che hanno poi portato alle divisioni interne forse uno dei veri problemi della stagione.
Domenica sera la squadra di ritorno da Perugia è stata accolta al Viviani da una protesta poco pacifica, alla volta del pulman cori offensivi e pietre, tafferugli sedati dalle forze dell'ordine. La cosa ha messo ancora una volta in cattiva luce gli ultras, e con la violenza si sa che si ottengono solo DASPO e non punti in classifica, certo non si può credere che delle pietre o dei pugni sferrati ai giocatori possano davvero scuotere il loro orgoglio, anzi. Le forme per contestare ci sono e sono tante ed è da escludere categoricamente il ricorso alla violenza. La società immediatamente è uscita con un comunicato severo ed ha risposto alla protesta blindando per tutta la settimana gli allenamenti ed annullando le conferenze stampe, mettendo tifosi, delinquenti e stampa sullo stesso banco degli imputati evidentemente. Ora si dovrebbe davvero compattare l'ambiente esterno alla squadra, ossia il tifo organizzato che dovrebbe essere determinato a richiamare e compattare il popolo rossoblu, forse l'ultima speranza per il Potenza è che la curva ed il suo calore diventino il dodicesimo giocatore perché con undici non si vince più. Le partite diminuiscono ed il gap dalle altre compagini aumenta, 12 punti dalla salvezza diretta e ben sei dalla terz'ultima posizione occupata dalla Juve Stabia, sconfitta anche oggi come il Potenza, a questo punto destinato alla retrocessione senza quasi che interessi molto ai veri protagonisti, i giocatori. Vedremo domenica contro la vicecapolista Crotone cosa faranno i leoni rossoblu guidati dal sergente di ferro Arleo… o forse è il caso di parlare di un ex sergente di ferro?

Mimmo Nardozza
foto: uno striscione molto duro accoglie il Potenza al ritorno da Perugia