Gol e spettacolo. Il terzino Lehm toglie la ragnatela dall'incrocio. Il mio amico Traktor: «E' finito il calcio»

La notizia è che la Germania non è più Germania. Quella della festa d'apertura incarna ancora lo spirito tedesco. "Sobria", per alcuni. Noiosa, per altri. Inutile, per noi. Cambiamo canale quando le vecchie stelle si abbattono sull'Allianz Arena, sperando che lo stadio-ufo decolli e se le porti nell'interspazio. Vi cade, immancabile, l'astro nero Pelé, donna ariana, Claudia, al braccio, con tanto di scia luminosa. Nessun terrorista. Maradona, invitato, è assente: «Non sono venuto qui per vedere Pelè e Beckenbauer, ma per godermi il calcio». E c'è qualcuno che osa ancora dubitare che è lui il più grande di sempre. Quattro i campioni del mondo italiani: Bergomi e Dossena, col microfono nel taschino, Antognoni e, non ridete, Selvaggi. Dovreste essere contenti che anche lì ci sia un pezzo di Basilicata.
Eppure avevano cominciato bene, con i bavaresi in costume tipico a ballare e sbattere i piedi.
«Fra poco un elicottero farà atterrare, con dei cavi d'acciaio, un boccale di birra grande esattamente quanto il centrocampo». Il mio amico Traktor. Per un attimo ci credo. Anzi, me la bevo. Ci starebbe bene. Entrano tutti in campo a sbronzarsi e festeggiare, insieme ai campioni, anticipo estivo della oktoberfest. La città è quella giusta. Ad un bel punto dalla delegazione inglese scatta Gascoigne. Troppo bello per essere vero.
Invece la Germania è Germania, fino al calcio d'inizio. Poi, come si diceva, smette di esserlo.
Al minuto sesto, l'ossimoro. Lahm, terzino sinistro tedesco, calcia col destro e la mette all'incrocio dei pali. Un gol bello. La Germania. Quella di Gerd Muller, di Jurgen Klinsmann, ora in panchina. Di Olivier Bierhoff!
Non lo aveva esclamato nemmeno dopo lo scandalo Moggi. «E' finito il calcio», sentenzia il Traktor. Come dargli torto?
La palingenesi si completa con la rotazione delle lancette. Finisce quattro a due. Quattro gol, di cui un altro abbastanza spettacolare. La Germania. Quella di Muller, Bierhoff, eccetera eccetera. Se non fosse per la concreta furbizia di Klose e per Schwensteiger, tedesco di nome e di faccia, diremmo già che si sono evoluti; calcisticamente, s'intende. Ma può essere un caso. Lo vedremo.
La Polonia perde due a zero con l'Ecuador. Szymkoviac voto 5. Ce l'ho al fantacalcio. Alé.

Giancarlo Riviezzi


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