Lo racconta Alfonso Pascale nel suo ultimo libro "Il '68 delle campagne"

A differenza di quanto avvenne in altre parti del mondo, il moto di contestazione che, nella seconda metà degli anni Sessanta del secolo scorso, trasformò le coscienze, i modelli di vita e l'organizzazione collettiva di parti estese della società italiana vide protagonista, in forme originali, anche il mondo rurale. La rapidità con cui eravamo appena diventati un paese industriale fece sì che crisi della società moderna e crisi della società agricola tradizionale si aggrovigliassero, provocando un diffuso disagio. In tale contesto, il '68 delle campagne si caratterizzò, al di là degli obiettivi immediati, nel conquistare gli spazi necessari per trasfondere nella modernità quella coscienza individuale, quel bisogno profondo di autonomia della persona umana, quell'agire responsabile dei singoli nel contesto sociale, quella naturale vocazione delle donne e degli uomini a preservare le risorse territoriali, in sostanza quei valori positivi che in parte avevano identificato la preesistente società rurale.
L'autore ripercorre le vicende del mondo agricolo in quell'anno turbolento, dalla contestazione a Bonomi, il 1° marzo alla Fiera di Verona, alla manifestazione dei sessantamila coltivatori dell'Alleanza, il 5 luglio a Roma, alle "cinque giornate" dei viticoltori di Asti dell'autunno, fino ai fatti di Avola, dove il 2 dicembre i braccianti Angelo Sigona e Giuseppe Scibilia furono uccisi dalla polizia nel corso di una protesta sindacale. Il racconto delle iniziative di lotta si intreccia con la descrizione delle novità che si manifestano nel sistema produttivo, nel paesaggio agrario, nella cultura di massa, nelle relazioni familiari, nelle organizzazioni sociali, negli assetti civili dei territori rurali. La portata virulenta di quegli sconvolgimenti segnala l'avvio della crisi dei partiti e delle distorte relazioni tra la società e lo Stato, che esploderà nei decenni successivi.
L'indagine sugli aspetti rurali del '68 italiano permette così di collocare la rottura di quegli anni in una dimensione più ampia di quella che solitamente viene attribuita dal senso comune e conferma l'affascinante intuizione di Carlo Levi sulla "contemporaneità dei tempi", che caratterizza il nostro paese: "qui ogni cosa rimane senza perdersi e le contraddizioni divengono identità".


Stampato nel settembre 2004, il volume costa € 7,50 e può essere richiesto direttamente a RCE edizioni (Tel. 0975 384163 - Fax 0975 384928 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

in foto, l'autore di origini titesi Alfonso Pascale (dal sito www.alfonsopascale.it)


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