Il Consiglio regionale ha approvato la legge sulla sanatoria degli abusi edilizi. Nel caso di interventi eseguiti su immobili non soggetti a vincoli di tutela possono essere condonate: nuove costruzioni, ampliamenti e/o sopraelevazioni di manufatti esistenti con una volumetria non superiore a 210 metri cubi per singola richiesta, o non superiore a 630 metri cubi di volumetria complessiva nel caso di più richieste riferite ad un immobile funzionalmente autonomo; ampliamenti di manufatti esistenti, già oggetto di condono con aumento inferiore al 5 per cento della volumetria e comunque inferiore a 75 metri cubi; interventi di ristrutturazione edilizia senza aumento di unità immobiliari; restauri, risanamenti conservativi e manutenzione; opere che abbiano comportato il mutamento d'uso. Nel caso di interventi eseguiti su immobili soggetti a vincoli di tutela possono essere condonati: ampliamenti e/o sopraelevazioni di manufatti esistenti con una volumetria non superiore a 100 metri cubi per singola richiesta, o non superiore a 400 metri cubi di volumetria complessiva nel caso di più richieste riferite ad un immobile funzionalmente autonomo; interventi di ristrutturazione senza aumento di unità immobiliari; restauri, risanamenti conservativi e manutenzione; opere che abbiano comportato il mutamento d'uso. La legge stabilisce che le domande relative alla definizione degli illeciti devono essere presentate al Comune entro e non oltre il 10 dicembre 2004. La misura dell'oblazione determinata dalla tabella C allegata al decreto numero 269 della legge 30 settembre 2003 è aumentata del 10 per cento. Gli oneri di concessione sono incrementati del 100 per cento. La legge regionale prevede inoltre che non possono essere condonate le opere abusive ultimate dopo il 31 marzo 2003; quelle realizzate su aree demaniali o su terreni gravati da uso civico; i manufatti leggeri; quelle eseguite su immobili sottoposti a vincoli di tutela e difformi dalla legislazione urbanistica e dalle prescrizioni degli strumenti urbanistici e/o paesistici vigenti alla data del 31 marzo 2003. Per dichiarazione di voto sono intervenuti i consiglieri Di Sanza per la minoranza e Pace per la maggioranza. Il consigliere Antonio Di Sanza ha giudicato la legge essenzialmente repressiva e non preventiva. "Un provvedimento che in sostanza va a perseguire il cittadino più debole che ha compiuto piccoli abusi per esigenze familiari. "Bene sarebbe stato - ha precisato Di Sanza - adottare una visione più larga in maggiore connessione con la normativa nazionale. Sicuramente - ha aggiunto il consigliere - i Comuni troveranno molte difficoltà nell'applicazione della legge". Il consigliere Donato Pace ha sostenuto che "il provvedimento approvato va a sanare gli abusi in modo accettabile. Negli ultimi anni è stata svolta un'azione preventiva da parte dei Comuni, anche in virtù di quanto inculcato dalla Regione che ha favorito la diffusione di una diversa cultura dell'edilizia. E' il caso di sottolineare - ha aggiunto il consigliere Pace - che mentre negli anni Ottanta si sono registrati numerosi casi di procedimenti per violazioni edilizie, attualmente il numero di giudizi per questi illeciti si è ridotto in maniera notevole. L'augurio - ha concluso Pace - è che questo sia l'ultimo condono concesso". "La legge sul condono edilizio approvata dal Consiglio regionale rimarca la volontà della Regione Basilicata di far valere gli interessi degli enti locali e dei territori" - ha commentato l'assessore all'ambiente e territorio, Erminio Restaino. "La norma - aggiunge l'assessore - è in linea con quanto previsto dalla legge regionale numero uno del 2004 che prevedeva l'assoluta inammissibilità del condono edilizio per tutte le opere realizzate in contrasto con la normativa urbanistica. Sempre per preservare l'identità e le specificità del territorio regionale, vengono fissati limiti molto contenuti per la ammissibilità del titolo abilitativo in sanatoria e vengono contemporaneamente incrociate la maggior parte delle esigenze espresse dai cittadini".
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Arriva la sanatoria degli abusi edilizi
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Il Consiglio regionale approva il condono. Di Sanza: «Legge repressiva e non preventiva»